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THE HOWLING

 

 

Autunno 1979. Il regista Joe Dante lavora ad una satira di Jaws, intitolata Jaws 3/People 0 per la Universal che non andrà mai in porto, quando il produttore Michael Finnel (che aveva già co-prodotto, assieme a Roger Corman, Rock'n'Roll High Scholl e che produrrà, da The Howling in poi, tutti i film di Joe Dante tranne Runaway Daughters e The Second Civil War) gli propone di realizzare un film sui licantropi, The Howling, un adattamento del romanzo omonimo di Gary Brandner. Il regista inizia quindi a lavorare alla sceneggiatura con Terry Winkless. Ma ben presto subentra anche John Sayles che aveva già scritto con lui Piranha (1978). Sayles riscrive la sceneggiatura, che avrà, nella stesura finale, solo una vaga somiglianza con il libro che l'aveva ispirata. «Niente di tutto ciò stava nel romanzo di origine, che parla di una città strana dove tutti sono dei lupi mannari. Il mio errore con Terry Winkles, nella prima stesura della sceneggiatura, è stato di rimanere troppo vicino a quest'idea, che funziona sulla carta. Ma John Sayles ha apportato l'idea della colonia e dell'istituto. Era molto pertinente, molto contemporaneo, e tutti gli elementi della storia hanno potuto acquisire un senso a partire da questo», ha dichiarato Joe Dante in un'intervista realizzata da Bill Krohn.[i] È la prima innovazione che il regista porterà al genere. Rendere il lupo mannaro un personaggio plausibile nell'America odierna. Introduce degli elementi alla moda, degli argomenti dei quali si parla molto verso l'inizio degli anni '80 come la psicanalisi e le terapie di gruppo. Inoltre, non si tratta più un essere che proviene dall'Est europeo o dalla Transilvania, ma che vive negli Stati-Uniti, senza che sia mai menzionata nessuna sua origine straniera. The Howling viene girato in California del Nord (Mendocino County) e a Los Angeles, dal 8 maggio al 19 giugno 1980 (33 giorni), con delle ripresi supplementari realizzate dal 15 al 29 agosto e in ottobre. Racconta di una giornalista televisiva Karen White (Dee Wallace) che decide di collaborare con la polizia e fare da esca, per fare catturare Eddie, un serial killer. Nel corso dell'intervento delle forze dell'ordine l'uomo viene ucciso. La donna resta traumatizzata dall'evento, del quale non ricorda nulla, come se la sua mente avesse visto un qualcosa che non vuole assolutamente ricordare- Comincia invece a soffrire di incubi. Su consiglio dello psicanalista George Waggner (Patrick MacNee), Karen si trasferisce con il marito Bill in una colonia montana (di proprietà dello stesso medico) in cui passare un periodo di riposo. Con il passare del tempo scoprono che i membri della colonia non sono solo persone con problemi psicologici da curare, ma sono innanzitutto dei lupi mannari. Inoltre Eddie non è morto. In realtà, è anche lui un licantropo e ha deciso di tornare nella colonia, il rifugio della sua specie, per riprendere il suo ruolo di capobranco e uccidere la responsabile della sua cattura.

«Il film tentava di modernizzare un genere desueto, ma non volevo farlo senza salutare i miei predecessori. (…) Abbiamo preso il genere ad un certo punto della sua evoluzione, e volevamo che ci fosse una continuità», [ii]prosegue Dante. Non bisogna dimenticare che i suoi film sono innanzitutto delle opere realizzate da un cinefilo. Sono colmi di referenze al cinema di fantascienza e di orrore degli anni quaranta e cinquanta. Sembra divertirsi con i nomi dei personaggi di The Howling. Sono tutti delle citazioni. George Waggner è il nome dello psicanalista ma è anche un regista di un classico prodotto dalla Universal The Wolf Man (1941). Non è l'unico, troviamo altri nomi di registi come R.William “Bill” Neill (William Neill regista di Frankenstein Meets then Wolf Man, 1943), Terry Fisher (per Terence Fisher e The Curse of the Werewolf, 1960), Erle Kenton (Erle C. Kenton e House of Dracula, 1945), e Fred Francis (Freddie Francis e Legend of the Werewolf, 1975), Sam Newfield (The Mad Monster, 1942), Charles Barton (Abott and Costello meet Frankenstein, 1948), Jacinto Molina (La Marca del Hombre Lobo, 1968) e Lew Landers (The Return of the Vampire, 1944). Ci doveva essere anche una scena-citazione ispirata alla celeberrima sequenza della piscina di Cat People, il capolavoro di Jacques Tourneur, con una scena che si sarebbe svolta in un jacuzzi che non è mai stata ultimata e quindi che non è stata inserita al montaggio. The Howling contiene anche molti riferimenti alle favole, ai racconti e a tutti gli oggetti che in qualche modo parlano o si riferiscono ai lupi. Due esempi: The Big Bad Wolf tratto dal film di Walt Disney The Three Little Pigs (1933) è visto in televisione in un momento del film e lo Sheriff Newfield viene mostrato mentre mangia dello “Wolf Brand chili”. «Nel film, si vedono molte stampe e delle scene estratte dal Capucetto rosso, per dare l'impressione che stiamo guardando qualcosa che provenga dall'infanzia. Tutti hanno potuto vedere il lupo cattivo in un libro o in un cartone animato, ma nessuno ha mai provato a rappresentarsi la sua massa enorme come se fosse reale e si potesse drizzare all'improvviso dinnanzi a noi[iii]». spiega Dante. Una favola realistica e plausibile, dove si cerca di mostrare il lupo cattivo, quello nascosto dentro di noi, quello che si risveglia in alcuni esseri che non hanno più nulla dell'umano. Joe Dante parlando del personaggio di Eddie e dei suoi simili, dichiara: «Il suo stato, che noi consideriamo un problema, è ai suoi occhi un meraviglioso dono spirituale: poter correre su quattro zampe, stare in comunione con la natura, mangiare della carne cruda. Questi esseri amano quello che fanno»[iv]. Nel film del regista americano, per la prima volta nella storia del cinema, i licantropi non vivono il loro stato come una maledizione. Sono diversi e amano la loro diversità. Il desiderio di innovare anche sugli effetti speciali, che permettono di mostrare al meglio la trasformazione dell'uomo in lupo, porta Dante a contattare Rick Baker. Inizia quindi a lavorare su The Howling, ma ad un certo punto Baker lascia il film e raggiunge John Landis (con il quale aveva degli accordi precedenti) sul set di An American Werewolf in London. Sarà sostituito dal suo assistente Rob Bottin. Gli effetti sono impressionanti e saranno spesso imitati. « All'inizio, volevamo filmare la metamorfosi in una sola inquadratura – ciò che ci ha permesso di trovare un finanziamento- ma abbia ben presto capito che non era possibile. Rick Baker aveva registrato in video bianco e nero una scena di trasformazione che turbava molto, e molto più fine di quello che abbiamo poi ottenuto, dove le ossa cricchiano. Non sapevamo davvero che tecnica utilizzare, volevamo che le cose si svolgessero con dolcezza, ma che all'improvviso, ci fosse qualcosa che cricchiava»[v], sostiene il regista. Il risultato sarà comunque molto riuscita e segnerà una data nella storia del genere. Il film è stato presentato per la prima volta durante il IX° Festival Internazionale del film fantastico di Avoriaz in Francia. È uscito negli Stati-Uniti il 10 aprile 1987, dove conoscerà un buon successo. Con The Howling, Joe Dante ha rinnovato il mito del licantropo, rendendolo plausibile e quindi molto più inquietante.

 

 

Gabrielle Lucantonio

 

 

 



[i]     In De New World à The Howling (1976-1981), nel libro a cura di Bill Krohn, Joe Dante et les Gremlins de Hollywood, Cahiers du cinéma/Festival International du film de Locarno, 1999, pagina 59.

[ii]    Ibidem, pagina 58

[iii]   Ibidem, pagina 59

[iv]   Ibidem, pagina 59

[v]    Ibidem, pagina 60