|
|
|
|
VOYAGE TO GREECE*
En marche! Per Angela Merkel l’Hellas è solo Hell As, un buco del mondo da mandare al diavolo al più presto. Jean-Luc Godard, recentemente, ha rammentato alla cancelliera dell’età del ferro che ogni volta che un europeo – e anche un tedesco – pronuncia la parola “quindi” egli dovrebbe ricordarsi del debito che, storicamente e inconsciamente, ha contratto con la Grecia e, per esempio, la sua logica. I Greci ci hanno dato la logica. E molto altro a dire il vero. E allora non sarà mica che i veri debitori siamo noi? Tutti gli altri europei che parlano come parlano e pensano come pensano grazie ai Greci? Certo la logica ha dischiuso anche altri doni e non tutti benigni. Ma questa è un’altra storia. Un tedesco che ben conosceva il debito che germani ed europei hanno nei riguardi della Grecia, fu Edmund Husserl. E ben sapeva che l’allontanarsi della tecnica europea, occidentale e capitalista dal magistero classico, rischiava di compromettere le basi stesse della civiltà inaugurata dai Greci. E questa è quella storia di cui sopra si accennava. Il trionfo dei tecnici è l’ennesima sanzione del processo di decomposizione e degenerazione della civiltà occidentale che nel frattempo – Husserl scriveva negli anni Trenta del ‘900 – ha occidentalizzato il globo intero. Il trionfo dei tecnici è l’imposizione di una spiritualità o razionalità disincarnata, dimentica ormai della corporeità, per esempio il corpo di chi è sottomesso al lavoro salariato e alle sue catene non solo per 40 anni ma ora, grazie ai tecnici disinvolti che sorvolano le pene del mondo come fosse aquile, anche oltre. Quel corpo che invece è ancora conficcato nel libro della natura nel Faust di Aleksandr Sokurov, raffigurazione di un mondo dove la razionalità è ancora impastata negli odori e nella materia grezza. Come una postura - e non una posa astratta - magari sbilenca, precaria, sbilanciata; un appoggiarsi ambiguo di corpi, un’osmosi gassosa di umori e vapori, una mistura di logica e mistica, una costellazione mobile e poliforme composta da spiegazione e mistero, misurazione e magia, luci e ombre, immanenza e trascendenza. Un occhio insaziabile, perfino etereo, ma che infine precipita e piomba sulla terra. Il Faust di Sokurov non si accontenta di nulla ma si adagia sulla terra, è sì eccedente ma sempre radicato nel suolo, lasciando un’impronta divina o assoluta su questo ceppo nel quale tutti siamo insediati. Il plus ultra è l’altra faccia del limite. L’Europa spirituale, scriveva Husserl, ha un luogo di nascita: la Grecia. Qui si delinea un nuovo atteggiamento umano nei confronti del mondo circostante che, via via, attraverso una costante riplasmazione, secerne un uomo e un mondo nuovi nel solco di una coraggiosa, sperimentale e progressiva trasformazione e di singolari e sorprendenti pratiche intersoggettive ed espansive. Noi dobbiamo riconoscere solo questo debito, nei riguardi di noi stessi e del nostro passato che va redento insieme a tutti a noi, risalendo la china a partire da questo smarrimento, come nell’anabasi dei Greci allusa anche nel film stupefacente di Eric Baudelaire (The Anabasis of May and Fusako Shigenobu, Masao Adachi, and 27 years without Images) – veduto al Thessaloniki International Film Festival, insieme al film di Sokurov – un ritorno che è libera invenzione. THE NEW WORLD! This isn't a way!
Let's Go!
Face...
...Off
We are the history, the history is ours.
We are making the history, we are the backbone of the history. "They" are only spectators and parasites.
The dustbin of history.
It's better upside down.
"They" are naked.
We have tear their ghost faces!
For example: this is a good tool. Take away the bad grass!
En marche!
Toni D'Angela
* Ringrazio Vassily Bourikas e lo staff del Thessaloniki International Film Festival – in particolare Lilly Papagianni – per la cordiale ospitalità che mi ha dato l’occasione di questo viaggio e anche di vedere alcuni bei film – fra cui quelli di Sokourov e Baudelaire – soprattutto nella sezione curata da Vassily: EXPERIMENTAL FORUM. http://www.filmfestival.gr/
|













