Non riesci a smettere di mangiare patatine e snack? Il motivo è ben preciso: lo dice la scienza

Manuela La Martire

Il motivo per cui è difficile fermarsi quando si divora una porzione di patatine fritte è scientifico: ecco perché.

Ci siamo sempre chiesti perché non riusciamo a fermarci quando mangiamo delle patatine fritte o in busta, o qualsiasi altro snack salato. Il motivo è molto semplice, andiamo a scoprire perché.

Ecco il motivo per cui continui a mangiare patatine
Perché continui a mangiare patatine e cibi salati? Ecco il motivo – LaFuriaUmana.it

Il sale è un alimento che esiste da sempre nelle cucine di tutto il mondo. Viene utilizzato per esaltare il gusto delle pietanze, trasformando i cibi in qualcosa di estremamente soddisfacente da mangiare. Quando invece parliamo di snack salati, ci riferiamo a quei cibi industriali molto lavorati, spesso con l’aggiunta di altri ingredienti, quali grassi e carboidrati.

Infatti, gli altri ingredienti inseriti durante la lavorazione, rendono gli snack altamente appetibili, ma mangiarne a grandi quantità può diventare frustrante nel momento in cui non si riesce a smettere. Perché accade questo? La spiegazione è meramente scientifica e chimica.

Non riesci a smettere di mangiarle: il motivo è puramente scientifico

A rispondere a questa domanda, è la dottoressa Emma Davies, scrittrice scientifica ed editrice con dottorato di ricerca in chimica alimentare svolto all’Università di Leeds. Approfondisce tutti gli aspetti della chimica, dal cibo e dall’ambiente alla tossicologia e alla scienza della regolamentazione.

Il motivo per cui non riesci a fermarti quando mangi patatine è di natura scientifica
Ecco il motivo su base scientifica del perché non riusciamo a fermarci quando mangiamo cibi salati – LaFuriaUmana.it

Quando lo si usa in piccole quantità, il sale agisce come esaltatore di sapidità, diminuendo il gusto amaro delle pietanze e aumentandone l’appetibilità. Il classico sale da cucina non è altro che cloruro di sodio, elemento essenziale per il nostro organismo, da assumere giornalmente a piccole dosi (non più di 5 gr al giorno), in quanto il corpo lo espelle costantemente.

Nel caso di cibi estremamente salati, le papille gustative (primo organo a contatto con il sale) mandano un rapido segnale di grande appetibilità all’encefalo. Quando, nel caso specifico, ci riferiamo alle patatine, la situazione è particolare: quando arriva un forte messaggio al cervello data la grande quantità di sale, gli altri segnali del corpo vengono “ignorati”, per esempio quello mandato dallo stomaco per la sensazione di sazietà. Questa situazione ci fa ingerire grandi quantità di cibo senza renderci conto se effettivamente siamo satolli.

Proprio per risolvere questo problema, gli scienziati stanno studiando alcune proteine progettate per dare sapidità alle pietanze, diminuendo così la quantità di sale in eccesso, che l’organismo fatica ad espellere. La conseguenza più comune è l’innalzamento della pressione sanguigna, in quanto l’eccessiva quantità di sale si deposita nel sangue, facendolo diventare più “denso” e rendendo più difficoltosa la circolazione sistemica.

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