Perché c’è la tendenza a trattare male soprattutto le persone a cui vogliamo bene

Gian Lorenzo Lagna

Sono le persone che amate e stimate di più ed al contempo quelle che trattate peggio? Ebbene, scopriamo perché ciò avviene.

Vi è mai capitato di sentirvi in colpa per aver riversato tutte le vostre frustazioni, insoddisfazioni ed impulsività proprio sulle persone che più vi amano e che tengono al vostro benessere tanto quanto al loro? Come ad esempio il vostro partner, genitore oppure migliore amico? Ebbene, pur sembrando un paradosso, non risulta – ahi noi – un evento così raro.

Perché spesso trattiamo peggio chi amiamo di più? Proviamo a capirlo insieme
Non è raro che si tenda a mostrarsi più cordiali con conoscenti che con i nostri cari – LaFuriaUmana.it

Perché ciò avviene? Perché capita di mostrarsi più cortesi, cordiali, amichevoli ed educati con conoscenti con cui si mantengono rapporti superficiali mentre egoismo, sconsideratezza ed addirittura crudeltà vengono riversate – talvolta anche con veemenza e particolare aggressività – sulle persone amate?

Ebbene, pur essendo le motivazioni molteplici, il minimo comune denominatore è fondamentalmente riferibile ad un solo fattore: la tensione accumulata. La quale, raggiunto un limite massimo di sopportazione, ha necessariamente bisogno di essere sfogata e rilasciata affinché – perdonate l’estrema semplificazione – i nostri nervi tornino ad essere distesi. Ma perché si tende a farlo con i nostri cari, nella maggior parte dei casi non responsabili in alcun modo dell’accumulo di questa tensione?

Come scaricare la tensione opportunamente per non ferire noi stessi e gli altri

Quanti sono i “rospi” che siamo disposti ad ingoiare quotidianamente? Ce lo siamo mai chiesti? Può capitare in casa, a scuola, a lavoro e rappresentano le insoddisfazioni, le repressioni e le frustazioni che ci portano a sentirci sempre più tesi. Proprio come, immaginiamo, una corda di violino. E più la tendiamo, più ci avviciniamo al suo limite massimo di sopportazione, fino al rischio – o all’eventualità – di spezzarla.

Perché spesso trattiamo peggio chi amiamo di più? Proviamo a capirne i motivi ed i possibili rimedi
Imparare a gestire impulsi ed emozioni può migliorare notevolmente le nostre capacità e competenze relazionali – LaFuriaUmana.it

Ebbene, in base al nostro carattere e temperamento, ciascuno di noi “tende” a gestire queste tensioni in maniera più o meno costruttiva o distruttiva: ovvero, solitamente tra gli estremi dell’accettarle incondizionatamente per paura di essere rimproverati, esclusi o abbandonati, ad esempio dal nostro datore di lavoro, insegnante, migliore amico o famigliare. Per poi, quando ci troviamo con il nostro amato, lasciarle esplodere, magari tutte insieme, come un vulcano o una pentola a pressione che abbiano raggiunto il limite massimo di saturazione.

Perché succede? Ebbene, il motivo principale è il senso di sicurezza: con loro ci sentiamo al sicuro, non temiamo – o temiamo assai meno – che ci abbandonino ed ecco che li “usiamo”, potremmo dire, come una sorta di pungiball emotivi. Ma dobbiamo ammetterlo: sappiamo e sentiamo che non sia giusto. Per nessuna delle parti in causa. Inoltre, ingoiare i rospi non è assolutamente un dovere: anche con il nostro capo ufficio, titolare, professore o genitore possiamo relazionarci trovando il modo di esprimere la nostra eventuale contrarietà in modo costruttivo, senza giungere necessariamente a conflitti oppure intrattenendoli in modo estremamente collaborativo. Per far ciò occorre imparare a gestire i propri impulsi e le proprie emozioni, in modo da saperle quindi comunicare nel modo più opportuno ed alle persone verso cui sono effettivamente rivolte, affinché risultino opportunità di confronto in grado di migliorare le relazioni invece di rischiare di comprometterle.

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