Malattie infettive nel mondo che ancora destano preoccupazione: dalla polio al vaiolo delle scimmie

Claudio Rossi

Il Covid-19 è tutt’altro che debellato ed è solo uno dei tanti virus che preoccupano la comunità scientifica: ecco quelli più importanti.

Il Covid è forse stato solo l’inizio. Per alcuni scienziati, infatti, siamo entrati nell’era delle pandemie. E, quindi, quella del virus venuto dalla Cina potrebbe essere solo la prima di una serie ciclica e inquietante. Già, perché sono moltissimi i virus nel mondo che ancora preoccupano tanto. Ecco le malattie più gravi e potenzialmente letali.

Le malattie che continuano a preoccupare
Le malattie infettive nel mondo che continuano a preoccupare – lafuriaumana.it

Il Coronavirus ci ha colpito all’improvviso, all’inizio del 2020. Da quel momento, mesi di sofferenza, di vittime, di restrizioni e di lontananza dai nostri affetti e dai nostri interessi. Solo negli scorsi mesi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la fine della pandemia da Covid-19, anche se il virus continua a mordere.

La pandemia, causata dal Coronavirus SARS-CoV-2, continua a essere una delle principali preoccupazioni globali. La diffusione del virus ha colpito ogni angolo del pianeta, evidenziando la necessità di vaccinazioni di massa, misure di distanziamento sociale e una sorveglianza sanitaria efficace per contenere la sua diffusione. Ma il Covid è “solo” uno dei virus che, in questo momento, allarmano non poco la comunità scientifica internazionale. Vediamo quali sono gli altri.

I virus che preoccupano nel mondo

Tra le malattie che preoccupano maggiormente c’è senza dubbio l’influenza aviaria, che è un virus altamente letale per gli uccelli e ha il potenziale per trasmettersi agli esseri umani. La sorveglianza delle popolazioni aviare e l’approccio preventivo rimangono cruciali, perché queste patologie ci hanno dimostrato di saper mutare con grande velocità.

Il vaiolo delle scimmie continua ad essere una malattia diffusa
I virus che allarmano la comunità scientifica – lafuriaumana.it

Non solo. Anche la febbre dengue, trasmessa dalle zanzare, ha fatto registrare diversi casi, soprattutto in Africa. Una vera e propria piaga soprattutto tra gli anni ’80 e gli anni ’90, l’HIV/AIDS rimane un serio problema di salute pubblica in molte parti del mondo. Sebbene vi siano stati progressi nei trattamenti e nella prevenzione, la ricerca continua per sviluppare un vaccino efficace.

Preoccupa non poco, poi, il vaiolo delle scimmie, che è stato dichiarato lo scorso luglio emergenza sanitaria internazionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. I principali sintomi sono febbre, superiore ai 38°C, spossatezza, presenza di vescicole e linfonodi ingrossati. Drammatica, soprattutto in Sud America, la situazione causata dal virus Zika, che può colpire il cervello dei nascituri, se infetta le mamme, causando gravi lesioni al sistema nervoso centrale.

Ancora, grande preoccupazione arriva dal virus Ebola, che continua a causare epidemie in alcune regioni dell’Africa. La risposta rapida e la quarantena sono essenziali per contenere la sua diffusione. Ed è drammatica, soprattutto in Africa, la situazione creata da un “figlio” di Ebola, il virus di Marburg, febbre emorragica altamente infettiva che è già stata isolata in Ghana. Tra i sintomi diarrea, febbre, nausea e vomito.

Infine, mai avremmo potuto pensare che un virus come la poliomielite, di cui possediamo il vaccino da molti anni, potesse tornare a essere un’emergenza: ma i casi registrati a New York, a Londra e in Israele negli ultimi mesi fanno capire che ancora in tanti non si vaccinano, contrastando, di fatto, l’eradicazione di una malattia che pensavamo sconfitta.

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