Manifesting: tu pensa a qualcosa che desideri e lo otterrai con questo tipo di meditazione

Elinor Scoltock

Quando si parla di manifesting si fa riferimento al metodo del “volere è potere” per rendere realtà ciò che si desidera: ecco come funziona e da dove nasce.

Il concetto del “volere è potere” non è una novità, sembra risalire già al 1869: ne parlava l’autore Michele Lessona, idea che veniva ancora prima dal lavoro di auto presentato dallo scrittore britannico Samuel Smiles. L’idea di base era che se una persona avesse desiderato in maniera abbastanza determinata di superare i suoi ostacoli o raggiungere un certo obiettivo, questa volontà si sarebbe potuta effettivamente dimostrare poi nella realtà.

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La tecnica della manifestazione per far diventare realtà ciò che si desidera (lafuriaumana.it)

Questo concetto arriva fino ad oggi, e si materializza in un fenomeno di massa che viene chiamato manifesting. Come si può vedere su TikTok, contiene già più di 3 miliardi di hashtag a riguardo. Si tratta di un processo molto sentito e condiviso, soprattutto tra adolescenti e giovani donne, che permette di ottenere ciò che si desidera tramite un metodo fai-da-te, attraverso il potere del pensiero: se puoi pensarlo, puoi farlo.

Il potere della manifestazione: ottenere ciò che si desidera

Il trend del manifesting si evolve in continuazione sui social media e riesce a intrecciare tecniche nuove e tradizionali. Viene spesso considerato come una specie di metodo di meditazione che ha come obiettivo primario quello di manifestare i desideri.

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Sono tanti i trend che si basano sul potere del pensiero positivo (lafuriaumana.it)

Più diventa un trend su social media come TikTok, più si evolve e si incorpora in nuove tendenze e fenomeni, come quello dei “glimmers” (il contrario dei trigger, ciò che scatena felicità e benessere), o la cosiddetta sindrome della lucky girl, la quale vuole che se ci si ripete il mantra di quanto si è fortunati e come tutto va sempre a nostro favore, questo diventerebbe poi la realtà che si vive. Non solo delle parole nella nostra testa.

Una rivista di New York, The Cut, ha messo sotto la stessa categoria del manifesting anche altre tecniche virali, come il pensiero new age, la meditazione, il journaling (ovvero tenere un diario per scrivere dei propri pensieri), la meditazione tibetana nota come tulpamancy, la strategia detta “delusional era”, ovvero evitare qualunque pensiero negativo riguardo a se stessi, ed addirittura il “reality shifting”, ovvero una tecnica che permetterebbe di immettersi in un altro mondo, anche immaginario, mentre si dorme.

Questi trend, quando visti tutti insieme, fanno emergere un comune denominatore interessante: sono tutti emersi o diventati virali a seguito della pandemia, e vedono un metodo di evasione dalla realtà di ogni giorno tramite l’uso di pensiero positivo.

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