La Nato è decisa: anche i cittadini devono prepararsi alla guerra contro Mosca, cosa rischia l’Italia

Jessica M.

Sempre più Paesi appartenenti alla Nato sono intenzionati a preparare i civili ad una guerra contro la Russia. La situazione è davvero così critica?

Nato riarma i cittadini
Nato riarma i cittadini – lafuriaumana.it

 

Il capo dell’esercito britannico Sir Patrick Sanders ha dichiarato che il Regno Unito “deve reclutare e addestrare un esercito di cittadini pronti alla battaglia” in caso di un conflitto con Mosca. Secondo l’intelligence è un’eventualità che potrebbe verificarsi non troppo lontano. Ma cosa sta succendendo esattamente? C’è davvero da preoccuparsi? Scopriamolo insieme.

 

I paesi della Nato vogliono essere pronti

 

Inghilterra

L’ex comandante delle forze armate di Sua Maestà Lorda Dannatt aveva già esortato tempo fa il governo a non ripetere l’errore degli anni ’30. Preoccupato disse: “Nel 2006 avevamo 106mila soldati, oggi siamo a 74mila e i numeri sono in picchiata. Bisogna cambiare rotta”. Questo perché non esiste più la leva obbligatoria, ma secondo Sander, che aveva paragonato l’invasione russa dell’Ucraina del 2022 al 1937, è una possibilità di cui bisognerebbe discutere.

Germania

L’Inghilterra non è l’unico Paese che è di questo pensiero, ad allinearsi all’idea di riarmarsi c’è anche la Germania, la Polonia e la Svezia. Il ministro della Difesa di Berlino Boris Pistorius ha dichiarato che la Repubblica federale deve diventare Kriegstuechtig, che tradotto significa “capace di fare la guerra”. Il Parlamento federale tedesco ha già deciso che ad aprile discuterà della possibilità di ripristinare la leva militare. Esiste addirittura la possibilità di reclutare gli stranieri, sottolineando che “non saremmo il primo esercito in Europa a farlo”.

Polonia

Per quanto riguarda il governo polacco a inizio gennaio ha stabilito le linee guida in caso di mobilitazione generale o dello scoppio di una guerra. Il Paese si troverebbe in prima linea contro la Russia. L’obiettivo di Varsavia è quello diventare il più grande esercito di terra in Europa, con un totale di 300mila effettivi di cui 250mila professionisti e 50mila volontari. Non tutti sanno che per fare questo, la nazione esteuropea ha firmato importanti accordi con Stati Uniti e Corea del Sud per l’acquisto di carri armati, aerei da combattimento, artiglieria e sistemi di difesa aerea.

riarmamento in Europa
riarmamento in Europa – lafuriaumana.it

Svezia

Stoccolma segue a ruota libera l’esempio della Polonia. Il ministro della Difesa Carl-Oskar Bohlin ha presentato un piano che comprende il rafforzamento dell’esercito attraverso il reclutamento di coscritti e professionisti. Quello a cui punta il governo è la superiorità tecnologica sul campo di battaglia. Le autorità di Stoccolma hanno anch’esse invitato i propri cittadini a prepararsi per il conflitto. Questo appello ha portato ad un’impennata dei volontari della protezione civile e della vendita di torce e radio a batteria.

Cosa ne pensa l’Italia in merito?

Attualmente il governo non si è esposto molto al riguardo e ancora non si parla di un riarmo dei cittadini. Quello che è certo è che subito dopo lo scoppio della guerra Russa-Ucraina l’Italia ha stazionato 60 miliardi di euro per riarmare il paese e rafforzare la difesa nell’arco di 15 anni. Sebbene ancora non si respira aria di guerra non è detto che a breve anche il nostro Paese possa adottare le stesse misure di altre nazioni della Nato.

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