Coldiretti lancia l’allarme ciliegie in questa città italiana, ripercussioni negative: cosa succede

Daniela Paolucci

Coldiretti lancia l’allarme riguardo alla situazione critica delle ciliegie in questa città italiana, evidenziando le ripercussioni negative che si stanno verificando.

Allarme ciliegie
Allarme ciliegie

Il prezzo delle ciliegie sta raggiungendo vette mai viste, specialmente nell’area metropolitana di Milano. Coldiretti, una delle principali organizzazioni agricole italiane, ha lanciato l’allarme riguardo al calo significativo della produzione di ciliegie, che si attesta intorno al 50-60%. Questo decremento produttivo ha portato a un drastico aumento dei prezzi sul mercato, con i consumatori costretti a pagare anche fino a 20 euro al chilo per questo frutto prelibato.

Coldiretti lancia l’allarme ciliegie

Le ciliegie stanno vivendo un’impennata dei prezzi senza precedenti. Chiunque si sia recato al mercato ortofrutticolo o al supermercato di Milano si è trovato di fronte a cartellini con cifre esorbitanti: i prezzi oscillano generalmente tra i 10 e i 15 euro al chilo, ma non è raro imbattersi in cifre che si avvicinano o superano i 20 euro al chilo.

L’aumento dei prezzi delle ciliegie segue le leggi del mercato: attualmente, l’offerta di questo frutto è bassa, mentre la domanda è elevata, soprattutto considerando il periodo dell’anno in cui siamo. Ma i fattori che contribuiscono a questa situazione non si limitano solo alla domanda e all’offerta. L’incremento dei costi di produzione è un altro elemento chiave: gli agricoltori devono affrontare spese sempre più alte per mantenere e gestire le coltivazioni, spese che inevitabilmente si riflettono sui prezzi finali per i consumatori.

Inoltre, il cambiamento climatico ha avuto un impatto significativo sulla produzione di ciliegie. L’anomalia delle temperature registrata durante la primavera ha influenzato negativamente il processo di fioritura degli alberi da ciliegio, riducendo la quantità di frutti prodotti.

Ciliegie allarme
Ciliegie allarme

Coldiretti ha sollevato l’allarme riguardo alla diminuzione della produzione di ciliegie, soprattutto nelle regioni meridionali come la Puglia. Questa regione contribuisce significativamente alla produzione nazionale di ciliegie, con la provincia di Bari che coltiva il 40% di tutto il frutto. Il caldo anomalo registrato durante la primavera ha compromesso la fioritura degli alberi da ciliegio in Puglia, rendendo improduttive le gemme e riducendo drasticamente la quantità di ciliegie raccolte.

Gli agricoltori pugliesi si trovano ora di fronte a una situazione critica, poiché devono affrontare non solo una diminuzione della produzione, ma anche un aumento dei costi di produzione.

La necessità di ricostruire la filiera

Coldiretti Puglia ha sottolineato l’importanza di ricostruire l’intera filiera di produzione delle ciliegie, rendendola in grado di valorizzare e preservare questo frutto tipico italiano. L’associazione ha proposto la creazione di un marchio di qualità che possa identificare le ciliegie italiane sul mercato e garantire ai consumatori la provenienza e la qualità del prodotto. Questo marchio dovrebbe essere riconosciuto a livello nazionale e internazionale, al fine di rendere competitiva la produzione di ciliegie italiane e proteggere gli interessi degli agricoltori locali.

Confagricoltura, un’altra importante organizzazione agricola italiana, ha sottolineato l’importanza di mantenere elevati standard qualitativi per garantire il successo commerciale dei prodotti agricoli italiani sui mercati internazionali. Il presidente di Confagricoltura, Luca Lazzàro, ha evidenziato la crescente richiesta da parte dei consumatori internazionali di prodotti di alta qualità, e ha sottolineato l’importanza di investire nella qualità per soddisfare questa domanda e remunerare gli agricoltori italiani per il loro lavoro.

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